Assegni fuori piazza: tipologie e tempistiche di riscossione

Gli assegni fuori piazza sono quelli che vengono emessi da un istituto che si trova in un Comune in Italia diverso dal Comune in cui avverrà la riscossione. Gli assegni sono dei titoli di credito che hanno sempre più preso piede rispetto all’uso dei contanti per effettuare dei pagamenti: in effetti, attualmente, vige il limite per i pagamenti in contanti di 2999 euro.

Rappresentano, infatti, un sistema di pagamento molto più sicuro quando si debbano fare degli acquisti di importo elevato senza avere l’obbligo di portare con se tanti contanti con il rischio di essere derubati o di perderli.

Un’altra caratteristica che permette agli assegni di essere molto sicuri è la loro non trasferibilità, nel senso che possono essere riscossi soltanto dalla persona per i quali sono stati emessi.

A questo c’è un’eccezione: nel caso di assegni di importo non superiore a 999 euro, si può richiedere alla banca la loro trasferibilità semplicemente pagando una marca da bollo.

Tipi di assegni

Esistono due tipologie principali di assegni: l’assegno circolare e quello bancario. Entrambi sono dei titoli di credito a vista, ciò vuol dire che, mediante questi strumenti, un titolare di un conto corrente (che viene detto traente) può disporre un pagamento di una somma di denaro verso un beneficiario.

Fra le due tipologie, ci sono delle differenze, infatti l’assegno circolare non presenta alcun rischio di credito poiché non può mai essere “scoperto”.

Infatti, questa tipologia risulta sempre coperta all’atto di emissione: in pratica, il cliente che vuole emettere questo tipo di assegno si presenterà in banca con il denaro corrispondente all’importo dell’assegno da versare al beneficiario (che, ovviamente, sarà aumentato con le spese di commissione).

Quindi, la banca emetterà il titolo di credito che sarà consegnato dal debitore al creditore che potrà riscuoterlo senza incorrere nel rischio che questo sia scoperto.

L’assegno bancario, invece, ha il rischio di poter risultare scoperto (cioè non è sicuro il buon fine) perché, quando il destinatario andrà a riscuoterlo presso la banca, potrebbe darsi che l’assegno non sia coperto perché sul conto corrente di chi ha emesso il titolo non ci sono i fondi sufficienti.

In quel caso l’emittente dell’assegno può essere segnalato alla Banca d’Italia ed essere iscritto nel registro dei Protesti della Camera di Commercio del territorio competente, nel caso non adempia subito alla copertura dell’assegno nei termini stabiliti dalla banca.

Questi tipi di assegni possono essere al portatore o all’ordine: in questo ultimo caso è indicato il nome del beneficiario (a differenza di quelli al portatore dove invece non è indicato). Può essere post-datato al massimo di 4 giorni ma solo se si tratta di assegni fuori piazza.

In questo caso, verrà apposta una data successiva a quella di emissione: questo viene fatto per offrire una garanzia al creditore quando non ci sia abbastanza disponibilità di fondi per la copertura dell’assegno.

Assegni postali

Le Poste Italiane sono equiparate ad un istituto di credito e quindi, come tale, gli assegni postali hanno lo stesso trattamento e lo stesso comportamento delle altre tipologie di assegno.

Gli assegni postali circolari vengono chiamati assegni vidimati ma hanno le stesse funzioni di quello circolare bancario e anche le stesse modalità di emissione, valuta e tempistiche.

Per l’emissione di questo tipo di titolo di pagamento, il cliente si deve recare in Posta e, nel caso abbia il Bancoposta, indicare soltanto il numero del suo conto, altrimenti per emettere l’assegno dovrà portare con sé il denaro necessario in contanti (ovviamente l’importo deve essere inferiore di 3000 euro).

Quindi, l’assegno verrà emesso e il beneficiario potrà incassarlo recandosi in qualsiasi ufficio postale con il documento d’identità: se ha un conto Bancoposta, invece che ritirare la somma in contanti potrà richiederne l’accredito su tale conto.

Proprio come gli assegni fuori piazza, gli assegni postali fuori piazza possono essere incassati non solo in posta (dove l’importo potrà essere versato sul proprio libretto postale, sul proprio conto postale oppure ritirato in contanti) ma anche presso qualsiasi banca.

Le tempistiche nella riscossione

Un’altra differenza fra questi titoli di credito è quella che c’è fra assegni su piazza o fuori piazza. I primi, sono quelli che vengono emessi in un istituto che ha sede nello stesso Comune dove il titolo viene riscosso.

Invece, gli assegni fuori piazza sono, come detto, quelli che vengono emessi in un istituto che si trova in un Comune del territorio italiano diverso però da quello in cui poi verrà riscosso.

Gli assegni fuori piazza hanno tempi di riscossione di 15 giorni al massimo, invece, per quelli emessi su piazza la riscossione deve avvenire entro 8 giorni da quando sono stati emessi.

Nel caso di assegni bancari fuori piazza, qualora la sua riscossione avvenisse oltre questi termini e risultasse scoperto, colui che l’ha emesso non sarà più tenuto a garantirne la copertura poiché, una volta passati i termini indicati, questi potrebbe revocare l’assegno.

Ecco perché conviene controllare l’assegno ed in particolare la data di emissione perché, se si tratta di assegni fuori piazza, la riscossione dovrà avvenire in un Comune diverso da quello in cui l’assegno è stato emesso ma sempre e comunque entro 15 giorni, termine oltre il quale il beneficiario dell’assegno potrebbe non poter entrare più in possesso della somma emessa a suo beneficio.

Infine, se gli assegni fuori piazza devono essere riscossi in uno Stato diverso da quello in cui sono stati emessi, il termine per la riscossione è di 20 giorni (se si tratta di Stato europeo).

Questo termine aumenta a 60 giorni nel caso in cui gli assegni fuori piazza devono essere riscossi in uno Stato che appartiene ad un continente diverso da quello in cui siano stati emessi.

L’accredito dell’assegno

Occorre considerare anche la valuta degli assegni fuori piazza, cioè il tempo che intercorre tra la data in cui avviene il versamento degli assegni fuori piazza sul conto corrente del beneficiario e la data in cui tale importo diventa effettivamente disponibile per questo beneficiario.

In questo caso, i giorni vanno da 7 a 8 mentre, nel caso di assegni su piazza, passano due giorni dalla data di accredito a quella in cui la somma diventa disponibile.

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE:

Diamanti da investimento, quotazioni: criteri di classificazione

Rintracciabilità raccomandate: cos’è e come funziona