Lettera di Dimissioni

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Lettera di Dimissioni Volontarie

In questa pagina spieghiamo come scrivere una lettera di dimissioni volontarie e mettiamo a disposizione un modello da scaricare.

Può capitare che per una qualsiasi ragione, sia il lavoratore a decidere di lasciare il posto di lavoro. Si parla in questo caso di dimissioni volontarie, per distinguerle dal licenziamento, che consiste in un atto del datore di lavoro, che comunica al dipendente di non volerlo più in azienda.

Le dimissioni volontarie devono essere comunicate, in ogni caso, al datore di lavoro tramite una lettera raccomandata, meglio se con ricevuta di ritorno, o la consegna a mano. I contratti collettivi fissano le modalità, alle quali è necessario attenersi, per evitare altrimenti di essere sanzionati dall’azienda, in quanto considerati inadempienti da un punto di vista contrattuale.

Oltre alla forma, bisogna tenere in debita considerazione anche la tempistica delle dimissioni. Esse generalmente decorrono dal primo o dal quindicesimo giorno del mese, ma potrebbe essere prevista per contratto la facoltà per il lavoratore di decidere qualsivoglia data. In ogni caso, è importante rispettare il periodo di preavviso, che deve essere almeno pari a quello indicato nella contrattazione collettiva. Se, ad esempio, il CCNL prevede che le dimissioni vadano comunicate al datore di lavoro almeno 15 giorni prima della data di ultima presenza in azienda, nel caso in cui questo lasso di tempo non fosse rispettato dal lavoratore, egli potrebbe incorrere in una sanzione, comminata dall’azienda, pari alla retribuzione quotidiana del dipendente, moltiplicato il numero dei giorni di mancato preavviso.

Per questo, nel caso non fosse stato possibile per una qualche ragione rispettare i termini del preavviso, si consiglia al lavoratore di adottare un atteggiamento quanto più amichevole possibile, al fine di non indispettire ulteriormente il datore di lavoro.

Ecco, quindi, che a maggior ragione, la lettera di dimissioni andrà scritta senza esibire recriminazioni, senza utilizzare un linguaggio offensivo verso l’azienda, il capo, i colleghi o che possa in un qualche modo essere considerato irrispettoso o irriguardoso. Attenzione: il consiglio vale sempre, anche nei casi in cui il lavoratore ritiene di non avere nulla da temere, avendo rispettato i termini del contratto, anche quando il rapporto con il datore è obiettivamente deteriorato, in quanto bisogna ricordarsi che lasciarsi in buoni rapporti (o quanto meno civili) con il proprio capo è sempre un fatto positivo. Si pensi, ad esempio, al nuovo datore di lavoro che ci chieda una lettera di referenze della precedente azienda.

Il preavviso, però, non è un obbligo per il lavoratore in diverse situazioni: anzitutto, quando si è giunti al termine di un contratto a tempo determinato; quando il contratto viene rescisso in maniera concordata con il datore di lavoro; quando si è in prova; se un lavoratore è genitore di un figlio di età non superiore a un anno o una lavoratrice si trovi nel periodo di maternità.

A questi, si aggiungono altri casi, considerati di giusta causa, ovvero tutte quelle situazioni, in cui il rapporto di lavoro è diventato non più proseguibile a causa di una qualche responsabilità personale o oggettiva del datore di lavoro.

Ciò si ha, ad esempio, quando l’azienda non paga lo stipendio per più mesi, venendo meno la ragione stessa per la quale restarne alle dipendenze. Non sarebbe sufficiente che il datore di lavoro saltasse una sola retribuzione, ma certamente se accade per più mesi consecutivi, ciò costituirebbe giusta causa per le dimissioni immediate e senza preavviso.

Un altro caso potrebbe essere quello di un datore che non versa i contributi previdenziali, oppure se si rende responsabile di violenze, minacce, offese, comportamenti irrispettosi verso il lavoratore o se assume un comportamento di vero e proprio mobbing. Lo stesso vale, se a commettere atti di mobbing siano altri dipendenti, in quanto sussiste una responsabilità oggettiva dell’azienda.

Un’altra situazione, per la quale il lavoratore può dimettersi senza alcun preavviso si ha quando egli sia alle dipendenze di un ramo d’azienda ceduto ad terzi, la cui nuova proprietà non intende rispettare le condizioni contrattuali precedenti, prevedendo un loro peggioramento. Oppure, quando il lavoratore viene spostato in altro ufficio, senza che si ravvisino ragioni tecnico-produttive per la decisione del datore di lavoro.

Nei casi sopra esposti, non solo il mancato preavviso non è sanzionabile, ma il lavoratore ha pure il diritto di chiedere all’azienda l’indennità di mancato preavviso, una sorta di risarcimento per non avere potuto portare a termine il proprio lavoro nei termini previsti dal contratto, fatte salve le eventuali richieste in sede legale.

Non solo: se le dimissioni sono rassegnate per giusta causa, il lavoratore ha ugualmente diritto a chiedere all’Inps il sussidio di disoccupazione, che altrimenti viene erogato solo nei casi di licenziamento individuale. Per usufruire di questo diritto, però, egli dovrà allegare alla richiesta le motivazioni che hanno portato alle dimissioni per giusta causa e l’eventuale documentazione attestante le sue ragioni. Si consiglia, pertanto, di farsi assistere da un legale, oppure anche solo da un Caf, un sindacato, un commercialista, un consulente del lavoro, un patronato, al fine di evitare di perdere l’accesso al sussidio per un vizio di forma.

Lettera di Dimissioni Amministratore Srl – Guida e Modello

In questa pagina spieghiamo cosa sono le dimissioni amministratore Srl e mettiamo a disposizione un modello di lettera di dimissioni da scaricare.

Le dimissioni amministratore Srl sono l’atto formale con il quale l’amministatore di una società a responsabilità limitata comunica il termine del proprio incarico, indicandone anche le ragioni.

Le dimissioni da amministratore di una srl possono essere date in qualsiasi momento, anche qualora la carica di amministratore non fosse a tempo indeterminato ma avesse un termine fisso di scadenza.

Infatti l’amministratore di una società a responsabilità limitata non è vincolato da un contratto di lavoro e può, in qualsiasi momento, rinunciare al proprio incarico.

Ovviamente, secondo il principio di buona fede, e per evitare richieste risarcitorie da parte dell’azienda, è uso che l’amministratore rimanga in carica fino alla nomina di un nuovo amministratore, in sua sostituzione.

Le dimissioni amministratore srl si rassegnano a mezzo lettera, nella quale si comunica alla società in modo formale, la propria volontà di dimettersi, il termine dal quale la comunicazione è valida e fino a quando si rimarrà in carica per la espletazione della normale amministrazione.

Nel caso l’organo amministrativo sia composto da un consiglio di amministrazione, tale lettera di dimissioni da amministratore andrà notificata al consiglio di amministrazione il quale potrà convocare l’assemblea dei soci oppure cooptare un nuovo amministrazione, a seconda di quanto previsto dallo statuto di ogni singola società a responsabilità limitata.

Nel caso, invece, di dimissioni amministratore unico srl allora l’amministratore uscente dovrà convocare l’assemblea dei soci, ponendo all’ordine del giorno Dimissioni Amministratore ed eventuale nomina di nuovo amministratore. In tale sede verrà presentata ai soci la lettera raccomandata A/R inviata alla società nella quale si comunicano e si motivano le dimissioni, che poi verrà discussa dall’assemblea dei soci.

Nel caso l’assemblea dei soci, e/o il consiglio di amministrazione, a seconda dei casi, accetti le dimissioni amministratore srl, si sarà liberi dai propri obblighi immediatamente, sempre che non dispongano un differente termine. In tal caso si

dovranno restituire tutti i documenti e beni pertinenti alla società in proprio possesso, redigendone apposito verbale.

Differentemente il consiglio di amministrazione o l’assemblea dei soci potrebbero anche richiedere del tempo, comunque non un tempo eccessivo, per individuare e nominare un nuovo amministratore, richiedendo all’amministratore uscente di rimanere in carica.

Qualora infine la società non disponga la nomina di un nuovo amministratore in tempi ragionevoli è pur sempre possibile fare istanza al Tribunale per la nomina di un amministratore giudiziale che possa sostituire l’amministratore dimissionario. Ovviamente è questa una soluzione estrema che rende evidenti delle difficoltà all’interno del gruppo dei soci o gestionali dell’azienda, il ricorso a tale soluzione è dunque l’ultima possibilità.

Il fac simile di lettera di dimissioni amministratore Srl che proponiamo è in formato Doc. Il documento può quindi essere scaricato e modificato in modo semplice e veloce.

Lettera di Dimissioni Senza Preavviso

In questa pagina mettiamo a disposizione un modello di lettera di dimissioni senza preavviso da scaricare.

Capita a volte che il lavoratore dipendente lasci improvvisamente il posto di lavoro, magari perché ha trovato un’occupazione più allettante o per qualsivoglia causa, che gli abbia impedito di avvisare per tempo il datore di lavoro, contravvenendo così all’esplicita previsione normativa, secondo la quale il lavoratore subordinato è tenuto ad avvertire secondo la tempistica determinata dalla Contrattazione Collettiva il proprio datore di lavoro, altrimenti incorrendo nella possibile sanzione del pagamento dell’indennità sostitutiva.

In sostanza, se non si rispettano i termini fissati dal CCNL, ciò sarà considerata formalmente un’inadempienza contrattuale e in quanto tale sanzionabile, se il datore di lavoro decide di contestarla. A quel punto, al datore di lavoro dovrebbe essere pagata una somma, equivalente ai giorni di lavoro retribuiti che sarebbero stati pagati per il periodo minimo di preavviso previsto dalla contrattazione.

Per questo, è sempre consigliabile, in questi casi, tenersi buono il datore di lavoro, per fare in modo che questi rinunci a chiederci il pagamento dell’indennità di mancato preavviso. Se l’origine della nostra decisione non è originata da una responsabilità dell’azienda, è bene, quindi, tenere un comportamento amichevole, evitando di indispettire il datore di lavoro o l’ufficio del personale o un qualsiasi nostro superiore. Sarebbe opportuno anche raggiungere un compromesso, ma nel caso in cui questo non fosse possibile, allora si potrebbe almeno fare richiesta alla nuova azienda, per la quale si è stati eventualmente assunti, di farsi carico del pagamento, magari scalandolo ratealmente dalle retribuzioni. D’altronde, se le dimissioni immediate e senza preavviso fossero avvenute proprio per rendersi disponibili subito al nuovo datore di lavoro, la richiesta sarebbe tutt’altro che bizzarra, anzi la nuova azienda dovrebbe sentirsi in dovere di provvedere al pagamento dell’indennità per mancato preavviso, senza caricarlo successivamente sulle retribuzioni del neo-dipendente.

Attenzione, però. Non tutte le dimissioni immediate sono passibili di sanzione. Parliamo di quelle rassegnate per giusta causa. La legge prevede, infatti, che esistano alcune situazioni, per le quali le dimissioni improvvise non costituiscono un’inadempienza contrattuale, se avvenute per giusta causa. Si tratta di tutti quei casi, in cui non sarebbe possibile il prosieguo del rapporto di lavoro, a causa di una condotta o di un’omissione da parte del datore di lavoro.

Così, è giusta causa quando il datore di lavoro non paga il dipendente per più mensilità. O quando commette molestie nei suoi confronti o si renda responsabile di veri e propri atti di mobbing. E’ altresì una giusta causa per dimissioni immediate eventuali molestie subite da parte di qualche collega, così come lo spostamento del dipendente da un ufficio a un altro, senza che vi siano alla base dell’atto ragioni di tipo tecnico-produttivo. O anche nei casi in cui la lavoratrice si trovi in maternità o il lavoratore abbia un figlio di età inferiore a un anno.

In tutti i casi, in cui la causa delle dimissioni è provocata dal datore di lavoro, il lavoratore non solo non è tenuto a pagargli alcunché, ma al contrario è lui che potrà pretendere dal datore il pagamento dell’indennità sostitutiva del mancato preavviso, potendo così godere della retribuzione che gli sarebbe ugualmente spettata, nel caso in cui avesse lavorato fino al termine relativo al preavviso.

Vediamo adesso un esempio di lettera di dimissioni senza preavviso che il lavoratore dovrà fare pervenire al datore di lavoro o all’ufficio del personale, secondo le modalità indicate dal CCNL. E’ generalmente prevista anche la possibilità della consegna a mano, ma si consiglia caldamente di affiancare tale modalità all’invio di una lettera raccomandata.

Quale che sia la modalità, alcuni elementi dovranno essere comunque presenti nella lettera. Anzitutto, il nome, cognome e l’indirizzo del lavoratore (il domicilio, se non coincide con la residenza), i riferimenti all’azienda o al datore di lavoro, la volontà di portare a termine il rapporto di lavoro, la consapevolezza che le dimissioni senza preavviso rappresentino un’inadempienza contrattuale, la data della decorrenza delle dimissioni, la data di ultima presenza in azienda, la data di consegna o di spedizione della lettera, la firma del lavoratore per le dimissioni e lo spazio riservato per la firma del datore di lavoro o di un suo rappresentante legale.